Hai qualche dubbio 🤔❓ Partiamo da qui.

Prima di iniziare un percorso è normale avere domande.
Qui ho raccolto alcuni dei dubbi che potresti avere prima di decidere se questo percorso è adatto a te.

———————————————————————————————

🌿 SE STAI CERCANDO RISPOSTE PER TE
Se stai leggendo questa pagina, probabilmente hai già provato a cambiare.
Forse hai iniziato tante diete con entusiasmo per poi ritrovarti, dopo qualche settimana o qualche mese, al punto di partenza.
Forse ti sei promessa/o mille volte che “questa sarà l’ultima”, ma ogni volta qualcosa è andato storto.
E forse, più che una dieta, stai cercando qualcuno che ti aiuti a capire perché succede.
Se senti di essere stanca/o del solito ciclo di diete, sensi di colpa e “ricomincio lunedì”, probabilmente alcune di queste domande te le sei già fatte:

1.Se so già cosa dovrei mangiare, perché continuo a comportarmi diversamente?
Perché sapere cosa mangiare e riuscire a metterlo in pratica sono due cose diverse. A volte il problema non riguarda ciò che sappiamo, ma le abitudini che abbiamo costruito nel tempo e il modo in cui reagiamo a determinate situazioni, emozioni o momenti della giornata.
Il primo passo è capire cosa succede realmente nel tuo caso.

2. Perché continuo a mangiare anche quando non ho fame?
Perché non sempre mangiamo per nutrirci.
Molto spesso il cibo diventa una risposta automatica a emozioni come stress, stanchezza, solitudine, ansia, noia o frustrazione.
Il problema non è la mancanza di forza di volontà.
È un meccanismo che si è costruito nel tempo e che può essere modificato lavorando sulle abitudini e sul rapporto con il cibo.

3. Ho già provato tantissime diete. Perché questa volta dovrebbe essere diverso?
Se hai già provato molte diete, è comprensibile essere diffidente. Il mio lavoro non consiste semplicemente nel consegnare un piano alimentare.
L’obiettivo del percorso è aiutarti a capire quali sono le abitudini e i comportamenti che continuano a riportarti sempre al punto di partenza.
Una dieta può aiutarti a perdere peso.
Ma se non cambia il modo in cui affronti il cibo nella vita quotidiana, il rischio di ricominciare da capo rimane.
Non posso prometterti che sarà facile o immediato, ma posso offrirti un percorso costruito sulla tua situazione.

4. Perché riesco a seguire una dieta per qualche giorno e poi mollo?
Può succedere quando si riesce a seguire un comportamento per un periodo, ma non si sono ancora modificate le abitudini che rendono difficile mantenerlo nel tempo.
Per questo nel mio lavoro non considero il “seguire perfettamente” una dieta l’unico indicatore del percorso.

5. E se ho paura di fallire ancora?
È una paura che ascolto molto spesso.
Il fatto che le esperienze precedenti non abbiano funzionato non significa che tu sia incapace di cambiare. Molte persone arrivano da me dopo anni di tentativi, delusioni e sensi di colpa.
Può essere utile capire cosa è successo ogni volta che hai iniziato, cosa ti ha fatto interrompere e quali difficoltà si sono ripresentate.
Da lì si può iniziare a lavorare.

6. La fame nervosa significa che mi manca la forza di volontà?
No, non è così semplice.
Mangiare in determinati momenti può avere a che fare con emozioni, stress, stanchezza, noia o abitudini consolidate.
Per questo non credo che colpevolizzarsi o imporsi semplicemente “più forza di volontà” sia la soluzione.

7. Mi vergogno di raccontare come mangio davvero.
Non sei la prima persona a sentirsi così.
Molte persone arrivano in studio con il timore di essere giudicate.
Il mio compito non è giudicare quello che fai.
È capire insieme a te perché succede e aiutarti a trovare strategie concrete per uscirne.

8. Devo rinunciare ai cibi che amo?
No, l’obiettivo non è privarti del piacere di mangiare.
Una corretta alimentazione deve poter essere compatibile con la tua vita reale, comprese le occasioni conviviali e quei momenti in cui vuoi semplicemente goderti qualcosa che ti piace.

9. E se ho una vita piena tra lavoro, casa e figli?
È proprio per questo che il percorso deve tenere conto della tua vita reale, dei tuoi orari, delle tue abitudini e delle difficoltà che incontri quotidianamente.
Non avrebbe senso costruire un percorso perfetto sulla carta ma impossibile da vivere nella realtà.

10. E se non riesco a seguire tutto perfettamente?
Non devi essere perfetta…devi solo essere disposta a fare un passo alla volta.
Ci saranno giornate in cui sarà più semplice e altre in cui sarà tutto più difficile. Quello che conta è imparare a gestire anche le difficoltà senza trasformare una giornata complicata nell’ennesimo “ho rovinato tutto, ricomincio lunedì”.

11. Come si svolge la prima visita?
La prima visita è soprattutto un momento di conoscenza.
Prima di incontrarci ti chiederò alcune informazioni che mi permetteranno di arrivare alla visita conoscendo già meglio la tua situazione.
Durante l’incontro parleremo della tua storia, delle difficoltà che incontri, delle motivazioni che ti hanno portato a chiedere aiuto e degli obiettivi che desideri raggiungere.
Solo dopo aver compreso davvero il quadro complessivo costruiremo insieme il percorso più adatto a te.

12. Quanto tempo ci vuole per cambiare?
Non esiste un tempo uguale per tutti. Ogni persona ha una storia diversa.
Cambiare abitudini richiede tempo, costanza e disponibilità a mettersi in gioco. L’obiettivo non è ottenere un risultato veloce, ma creare un cambiamento che possa durare nel tempo.
Preferisco essere trasparente su questo piuttosto che prometterti risultati rapidi che poi potrebbero lasciarti delusa.

13. Come posso prenotare?
Puoi contattarmi tramite il modulo presente sul sito oppure scrivermi su WhatsApp.
Sarò felice di capire insieme se questo percorso è quello più adatto alle tue esigenze.

Se sei arrivata fino a qui, probabilmente non stai cercando l’ennesima dieta.
Forse stai cercando un modo diverso di vivere il cibo, senza sentirti continuamente in lotta con te stessa.
Se pensi che sia arrivato il momento di iniziare questo cambiamento, sarò felice di accompagnarti passo dopo passo.

————————————————————————————————-

👧 SE STAI CERCANDO RISPOSTE PER AIUTARE TUO FIGLIO
Se ogni pasto è diventato una trattativa, se tuo figlio rifiuta continuamente nuovi alimenti o ti chiedi se stai facendo qualcosa di sbagliato, è comprensibile sentirsi preoccupati e non sapere più come comportarsi.
Ecco alcune delle domande che più spesso si pongono i genitori:

1.Mio figlio mangia pochissime cose: devo preoccuparmi?
Non esiste una risposta uguale per tutti i bambini. È importante considerare quali alimenti mangia, quanto è varia la sua alimentazione, la sua crescita e il contesto in cui avvengono i pasti.
Quando un genitore è preoccupato, il primo passo è capire la situazione specifica invece di cercare una soluzione uguale per tutti.

2. Perché mio figlio rifiuta continuamente di assaggiare cibi nuovi?
Il rifiuto di un alimento può avere diverse ragioni e non sempre significa semplicemente che il bambino è “capriccioso”.
Per questo è importante osservare cosa accade durante i pasti e capire come il bambino vive il momento del cibo.

3. Devo obbligarlo ad assaggiare?
Trasformare ogni pasto in una lotta difficilmente aiuta a costruire un rapporto sereno con il cibo.
L’obiettivo dovrebbe essere quello di accompagnare gradualmente il bambino, rispettando i suoi tempi e creando condizioni che favoriscano un’esperienza positiva.

4. Devo preparargli ogni volta quello che so che mangerà?
Capisco la tentazione: quando tuo figlio mangia poco, l’istinto è spesso quello di assicurarsi almeno che mangi qualcosa.
Ma anche in questo caso è importante capire come si è sviluppata l’abitudine e quale dinamica si è creata intorno ai pasti, prima di decidere come intervenire.

5. E se a tavola finiamo sempre per litigare?
È una situazione molto più comune di quanto si possa pensare.
Quando il pasto diventa sistematicamente un momento di tensione, il problema non riguarda più soltanto ciò che il bambino mangia, ma anche il modo in cui tutta la famiglia vive quel momento.

6. Devo usare premi o punizioni per convincerlo a mangiare?
L’obiettivo non è ottenere semplicemente che il bambino mangi quel determinato alimento in quel momento.
È molto più importante contribuire alla costruzione, nel tempo, di un rapporto sereno con il cibo.

7. Come posso aiutarlo ad accettare nuovi alimenti?
Non esiste una tecnica magica valida per ogni bambino.
Il punto di partenza è capire quali sono le difficoltà specifiche di tuo figlio e come si comporta abitualmente durante i pasti. Da lì è possibile individuare un approccio più adatto alla vostra situazione.

8. Quando è il caso di chiedere aiuto?
Se le difficoltà alimentari stanno creando preoccupazione, conflitti continui o una forte limitazione nella varietà degli alimenti, parlarne con un professionista può aiutarti a capire meglio la situazione e a non affrontarla da sola.